Francesco Di Lernia

mau-di-lerniaOpera : “Senza Titolo” (2001) via Musinè, 19 – MAU Museo d’Arte Urbana – Torino

Francesco Di Lernia è nato nel 1966 a Torino, dove vive e lavora

Francesco Di Lernia è stato uno dei talenti più interessanti, ed iconograficamente forse il più originale, della nuova pittura torinese ed italiana emersa nei primi anni Novanta. Lo stile di Di Lernia  per certi aspetti pare volere rinverdire, a contatto con le suggestioni contemporanee, una importante tradizione di pittura magica e metafisica torinese che, partita con Felice Casorati, prosegue con Italo Cremona per approdare alla corrente degli anni Sessanta e Settanta di Surfanta, dove militano, tra gli altri, Giulio Alessandri ed Enrico Colombotto Rosso. La pittura di Di Lernia vuole mettere alla berlina la realtà. Vuole evidenziarne le incongruenze, le assurdità, il lato illogico e paradossale. Ama svelarne le piccole nefandezze quotidiane, tutti quei peccati mai gravi e mai mortali che però costellano con regolarità asfissiante il suo cammino. I quadri di Di Lernia sono come le messe in scena teatrali di Ionesco : fino ad un certo punto tutto è logico, coerente, forse anche noioso tanto appare scontato, poi entra in gioco quell’elemento irrazionale e surreale che scombina ogni piano e dimostra l’infondatezza delle regole, dei costumi, della convivenza sociale. Nella pittura di Di Lernia figure e paesaggi assumono una dimensione sfocata, accennata e mai forgiata a tutto tondo per sottolineare la valenza onirica e mentale della composizione. Assume un rilievo centrale, quindi, il colore. Di Lernia sceglie tonalità acide ed artificiali nelle gamme predilette di azzurro, giallo e verde : sono colori attuali, tipici della nostra contemporaneità, utilizzati spesso anche dalla comunicazione e tali da andare oltre la classica definizione pittorica, in modo da allontanare la possibilità di una lettura troppo classicheggiante. I colori catturano o respingono la luce : gli esterni, la pittura en plen air, sono particolarmente freddi, gli interni illuminati da una sorgente calda, dorata. Si tratta di una necessaria misura per differenziare due modi di operare a partire dal linguaggio e dalla struttura interna.

L’opera presso il MAU è stata realizzata nel 2001 su di una parete di via Musinè 19, nella prima forte espansione della collezione museale e della metodologia di lavoro seguita alla costituzione del MAU in autonoma associazione

 

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