Sister Flash, a dieci anni dalla scomparsa

Il Museo d’Arte Urbana ricorda Maria Elena Bruno, tra le pioniere della street art italiana: un’artista che ha lasciato un segno riconoscibile nella città e nella storia del museo.

Il 31 ottobre 2016 ci lasciava Maria Elena Bruno, in arte Sister Flash. A dieci anni dalla sua scomparsa, il MAU desidera ricordarne il percorso, la ricerca e il contributo alla scena artistica torinese. La sua storia appartiene a una stagione in cui l’arte urbana stava costruendo i propri spazi e linguaggi, anche attraverso l’incontro tra esperienze creative diverse. Attiva fin dagli anni Ottanta, Sister Flash è stata tra le prime artiste italiane a utilizzare lo stencil. Nel tempo ha sviluppato una ricerca caratterizzata da colori intensi e dalla ripetizione del punto, diventato uno degli elementi più riconoscibili del suo lavoro. Le sue composizioni creano ritmi, variazioni e profondità: il singolo segno acquista forza nel rapporto con quelli che lo circondano, trasformando la superficie in un campo visivo in movimento. Il libro d’artista Punti e basta, pubblicato da Prinp nel 2012, documenta dodici anni di questa ricerca. Alla pittura si affiancava la musica, altro ambito importante della sua esperienza: negli anni Novanta fu tra i fondatori del collettivo Acid Drop, parte della scena elettronica torinese. Un percorso attraversato da linguaggi differenti, che contribuivano ad alimentare la sua pratica artistica.

Il legame con il Museo d’Arte Urbana trova una testimonianza nell’opera 2 the piccis, realizzata insieme a Kasy23 e Orma il Viandante in corso Tassoni 39/b, sul muro del circolo della parrocchia di Sant’Alfonso. Il lavoro entra nel percorso del MAU come espressione di una pratica condivisa, nella quale convivono segni e sensibilità differenti. A questa collaborazione si aggiunge la Panchina d’Autore realizzata presso l’allora centro commerciale Auchan di corso Romania, anch’essa caratterizzata dalla sua inconfondibile trama di punti colorati.

Nel 2018 il MAU le ha dedicato Flusso vitale, mostra curata da Edoardo Di Mauro e Daniele D’Antonio, promossa insieme al fratello Ugo e alla famiglia. Un omaggio che ha offerto l’occasione di tornare sul suo lavoro, ripercorrendone la ricchezza e condividendola con il pubblico. A dieci anni dalla scomparsa, ricordare Sister Flash significa continuare a dare attenzione alle sue opere e al posto che occupano nella storia artistica della città. Per un museo che vive nelle strade, la memoria passa anche da gesti semplici: fermarsi davanti a un muro, osservare un dettaglio, conoscere il nome e la storia di chi lo ha realizzato.

Con questo ricordo, il MAU invita a riscoprire il suo lavoro e a riconoscere il contributo di un’artista che ha fatto dello spazio urbano un luogo di ricerca e di incontro.