La caducità degli intonaci – Opiemme
2014
Corso Tassoni 39/b
Quando nel 2014 Opiemme dipingeva la “balena” di Corso Tassoni, lungo il muro S. Alfonso Maria Dè Liguori, realizzò anche un “rettangolo fucsia con cornice nera” (schedato così al Mau), andando a coprire una tag posta in una sezione di muro. Un rettangolo firmato e datato, con il titolo del murale a fianco, ‘Achab’s whale”, dedicato al Moby Dick di Hermann Melville. Al suo interno non fu disegnato nulla. Questa cornice venne lasciata così, ad aspettare. Un contenitore in attesa di reazioni dalla strada.
E così rimase intonsa fino al 2018. Ha resistito a tag, scritte politiche, calcistiche, dediche, a tutti gli stimoli della strada, che si sono appoggiati nei muri intorno a questa cornice (il murales della balena viene rifatto proprio per ragioni simili). Un rettangolo colorato e immacolato, sotto a cui nel 2017, dopo 3 anni, è comparsa una tag, che ha risparmiato però il suo interno.
Nel 2018 in occasione di un nuovo murale, Tributo a Stephen Hawking, andato a sostituire il calligramma della “balena”, Opiemme pone un breve aforisma, al centro del rettangolo fucsia, e sottolinea questo passaggio di tempo con la frase: “La caducità degli intonaci”. Quanto può durare l’intonaco che sorregge questa scritta?
Quanto potrà resistere l’intonaco su cui viene fatta una tag o qualsivoglia scritta in libertà?
Effimere preoccupazioni attorno a scritte e colori nelle strade.
Edoardo Di Mauro, 2018
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