I bagni pubblici di Via Digione angolo Via Bianzè

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BAGNI PUBBLICI MUNICIPALI – CIRCOSCRIZIONE 4 Via Bianzé, 28 – 10143 TORINO (TO) – Piano terra – Accessibile ai disabili Telefono: 011 749 36 91   Fax: 011 443 54 19 (Circoscrizione) Orario di apertura: da martedì a venerdì ore 12:30 – 18:00; sabato ore 08:30 – 15:00. ATTIVITA’ Il servizio offre la possibilità di utilizzare docce e asciugatori. In particolare il servizio si occupa di: – gestione del servizio docce e relativa pulizia – registrazione dell’utenza con dettaglio del servizio richiesto – applicazione e incasso tariffe. TARIFFE La tariffa doccia è di euro 1,75 nei giorni feriali e di euro 2,75 il sabato. Abbonamento 11 ingressi: euro 17,28 Altri servizi: – dose shampoo, euro 0,20 – saponette, euro 0,20 – dose bagnoschiuma, euro 0,20 – asciugamano, euro 0,82 DESTINATARI Tutti i cittadini italiani e stranieri (uomini, donne, bambini). MODALITA’ Si può accedere al servizio senza prenotazione.
STORIA
Il progetto dei Bagni Pubblici di via Digione angolo via Bianzè  è deliberato nel 1949 dalla Giunta Municipale, per uno “stabile a pianta rettangolare ad un solo piano fuori terra prospettante via Digione, contenente l’ingresso con biglietteria, le sale d’attesa per uomini e donne, i reparti bagni maschile (20 docce, 4 vasche) e femminile (10 docce, 4 vasche), oltre i servizi (latrine, ripostigli) e la centrale termica. Sulla via Bianzè è previsto un edificio a tre piani collegato con il precedente e contenente al piano terreno il lavatoio con 18 posti, al primo piano l’alloggio del custode e al piano secondo il serbatoio d’acqua con riserva” .

bagni pubblici via disione BAGNI BIANZE1 catasto amianto 06022012

BAGNI PUBBLICI: APPROVATO IL NUOVO REGOLAMENTO gennaio 2012

Il Consiglio comunale ha approvato, questo pomeriggio, il nuovo “Regolamento servizio dei bagni pubblici comunali” che sostituisce il precedente “Regolamento per l’esercizio ad economia dei bagni municipali a doccia ed in vasca e lavatoi municipali”, emanato nel maggio del 1912 per disciplinarne il servizio nelle zone con abitazioni sprovviste di bagni propri. Il nuovo regolamento disciplina la gestione dei bagni pubblici, l’affidamento in concessione ed i suoi rinnovi, la manutenzione ordinaria e quella straordinaria, tenendo conto delle trasformazioni del tessuto sociale della nostra città e delle mutate esigenze dei fruitori di tale servizio, anche considerando le diverse situazioni che si incontrano nelle circoscrizioni. Per questo, il regolamento è stato approntato prestando la necessaria attenzione affinché i bagni pubblici siano inseriti all’interno di strutture diversificate e multifunzionali che tengano conto non solo delle necessità igieniche e sanitarie ma, anche, di quelle legate al ritrovo ed alla aggregazione sociale. Prima del voto della delibera contenente il regolamento, sono state approvate alcuni emendamenti discussi nelle scorse settimane dalle commissioni competenti. La durata delle singole concessioni avrà durata variabile, compresa fra i 3 e i 15 anni. I bagni comunali a Torino sono 7: in via Luserna di Rorà 8 (Circoscrizione 3), via Bianzè 28 (C. 4), via Roccavione 11 (C. 5), via Agliè 9 (C. 6), via Fiochetto 15 e corso Regina Margherita 33 (C. 7), via Cherasco 10 (C. 9).

SEDE ANPI MARTINETTO
Con deliberazione in data 27 settembre 2010 n. mecc. 2010 05494/87 il Consiglio della Circoscrizione IV manifestò la volontà di addivenire alla concessione dell’immobile di proprietà comunale, assegnato alla Circoscrizione IV, sito in via Bianzé 28a, all’A.N.P.I. Associazione nazionale Partigiani d’Italia – Sezione Martiri del Martinetto. Con la stessa deliberazione venne anche approvata l’attribuzione di un vantaggio economico nella forma della riduzione del canone di concessione in riconoscimento dell’attività svolta dal concessionario.
GENTE DEI BAGNI DI VIA BIANZE’

25/05/2002  La Stampa

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SPECCHIO DEI TEMPI

Un lettore ci scrive: «Sono un pensionato torinese di 81 anni che usufruisce dei bagni municipali di via Bianzè. I suddetti bagni sono stati chiusi per lavori il 10 febbraio 2001, durata lavori 88 giorni sul cartellone.
«Sono trascorsi 420 giorni ed i suddetti bagni sono ancora chiusi e nessuno ci lavora. Prego il sindaco di intervenire per fare riaprire i suddetti bagni che per noi anziani sono comodi e la loro chiusura ci crea problemi quotidiani».
Sergio Lavagnino specchiotempi@lastampa.it

(http://archivio.lastampa.it/articolo?id=d9b66d7392e8d390d97f60b9f3234b0b0b24ea5b)

La Repubblica 29/09/2009

Palpeggia una donna fermato ai bagni pubblici

LE HA palpeggiatoi seni mentre si trovava nei bagni pubblici di via Bianzè. Ma non ha fatto i conti con la reazione della donna, una italiana di 37 anni, che ha subito chiamato la polizia. P. B., un romeno di 42 anni, è ora sottoposto a fermo con l’ accusa di violenza sessuale. L’ episodio siè verificato ieri, poco prima delle 14. Il romeno, senza fissa dimora, aveva appena terminato di utilizzare i bagni pubblici del quartiere Campidoglio. Alla cassa della struttura l’ incontro con la donna, una inserviente della struttura, e il gesto, improvviso e inaspettato. La donna si è rifugiata dietro alla cassa e ha chiamato il 113. Gli agenti delle volanti dell’ Ufficio prevenzione generale hanno bloccato il palpeggiatore che si trovava ancora all’ interno dei bagni pubblici.

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Il film
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Martedì 7 luglio 2015 alle ore 21 si terrà al Cinema Massimo di Torino, in via Verdi 18, la prima piemontese del film Gente dei Bagni, documentario di esordio di Stefania Bona e di Francesca Scalisi. In sala anche una delle registe.

Il film, ambientato negli ultimi bagni municipali di Torino, restituisce il ritratto di una tanto nascosta quanto cocente attualità, quella degli indigenti, vecchi e nuovi, che ancora oggi un bagno non ce l’hanno. Una realtà amplificata anche dalla recente crisi economica, che porta a mischiare tra loro i destini di italiani e stranieri, di vecchi e giovani, avventori e custodi. E così, per il tempo di una doccia, i Bagni di via Bianzè divengono un vivace teatro di incontri, racconti, sodalizi e liti, dove categorie sociali un tempo distinte oggi si ritrovano accomunate da uno stesso bisogno.
«Era importante dare voce a questo particolare microcosmo, capace di riflettere il mondo esterno in un caleidoscopio di storie e di universi e di sovvertire gli stereotipi del mondo “al di fuori”, sostituendo il concetto di Stato con quello di comunità», dicono le registe. «In questa particolare dimensione, dove culture diverse s’incontrano durante uno dei momenti più intimi e privati dell’uomo, la pulizia del proprio corpo, il lavarsi diviene metafora dell’atto del purificarsi dalle fatiche e dalle ingiustizie, permettendo alla “gente dei bagni” di riscoprirsi essere umani».

LA STAMPA articoli 1929-1989
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SITOGRAFIA

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