MAU

Turin Museum of Urban Art



Leggi=ama (2013)

Category : Artists, MAUturin archive · No Comments · by Sep 19th, 2014

http://www.comune.torino.it/circ4/cultura/2013/leggi_ama.html

Shape of my heart arduino alice - there is a letter for you Barra Angelo - Lettura di romanzi steampunk OLYMPUS DIGITAL CAMERA Ferrero Daniele - Libromantik Hepburn Giulia - Libri Faciut Labra Stocchetti Martina - Rielaborazione de 'Luomo con la bombetta'

Gli occhi del borgo (2012)

Category : Artists, MAUturin archive · No Comments · by Sep 19th, 2014

http://www.comune.torino.it/circ4/cultura/2012/occhiborgo.html

Bal Katarina - Libertà di movimento Braidotti Nazarena - Incontri d'acqua Braidotti Nazarena - Tu vedi me Calafato Turi - Garuda osserva il cielo Carrabba Gennaro - Steps Carrabba Gennaro - The trespasser D'Antonio Daniele - Giochi di adulti bambini Di Martino Alessandro - Rossopensiero Ferrara Lamberto - Nuvolare Ferrara Lamberto - Porte aperte Garofalo Alessandro - Tra il sacro e il profano Genero Franco & Tepasso Giovanna (GENTE) - Interno di Via Fiano 24 Gentilini Sara - Flies on the back Giani Rosanna - Incontro01 Giani Rosanna - Incontro02 Ippolito Anna - Gli occhi del Borgo Jordan Julia - Peculiarità Karelin Alexander - I colori Potenza Angela Maria - Oltre la porta Rossotto Federica - Pennellate blues Sanfilippo Fabio - I vetri blu OLYMPUS DIGITAL CAMERA Foto3774

Al MAU in bici 20/9 – dalle 16,30 alle 17,30

Category : events, MAUturin archive, News · No Comments · by Sep 19th, 2014

Al MAU in bici Pedalata pomeridiana per mostrare come raggiungere luoghi di svago (MAU – Museo Arte Urbana) utilizzando la bicicletta

tel.: 3289618668 email: ing.samuelebavuso@yahoo.it sito: http://www.biciedintorni.it/ Ritrovo: Ritrovo in Piazza Arbarello arrivo in Piazza Moncenisio   dalle 16,30 alle 17,30 Iscrizione: Non prevista/nessuna limitazione A cura di: FIAB Torino Bici & Dintorni

La FIAB all’interno della European Mobility Week 2014 propone una visita. autogestita dai partecipanti all’iniziativa, a Borgo Campidoglio e alle opere murali del Museo di Arte Urbana.

Sono disponibili le piante del MAU richiedendole agli organizzatori FIAB.

http://www.biciedintorni.it/wordpress/

bici mau

Le prossime visite guidate al MAU con guida dell’Associazione MAU con visita congiunta  al Rifugio Antiaereo di Piazza Risorgimento (a cura del Museo della Resistenza Costo 4,00. Prenotazioni numero verde 800 329 329) saranno domenica 21 settembre 2014 in Occasione della Festa dell’Uva e sabato 11 ottobre 2014 entro il calendario di Contemporary.

http://www.museoarteurbana.it/festa-delluva-in-borgo-vecchio-campidoglio-27esima-edizione/

Info : 335 6398351 info@museoarteurbana.it www.museoarteurbana.it

Festa dell’Uva in Borgo Vecchio Campidoglio: 27esima edizione

Category : events, MAUturin archive, News · No Comments · by Sep 14th, 2014
Locandina Festa dell'Uva 2014
Domenica 21 settembre, dalle 9.00 alle 21.00, in Borgo Campidoglio a Torino, ventisettesima Festa dell’Uva organizzata dal Centro Commerciale Artigianale Naturale Campidoglio e da Passaparola Organizzazione Eventi, con il patrocinio della IV Circoscrizione
Negozi aperti, via pedonale, bancarelle, animazione e mostre in via Fabrizi, corso Svizzera, Piazza Risorgimento e via Rocciamelone
Ore 14.45 : ritrovo presso torretta rossa Piazza Risorgimento visita gratuita al MAU con l’artista Enzo Bersezio ed il Direttore Artistico Edoardo Di Mauro
Ore 16.00 : ingresso torretta Piazza Risorgimento lato via Buronzo visita con guida al Rifugio Antiaereo. Costo 4,00. Prenotazioni numero verde 800 329 329
Ore 18.00 : sede MAU/Pow Gallery Alessandro Icardi inaugurazione mostra personale Danica Ondrejovic

Il Parco La Tesoriera negli articoli de La Stampa (1935-1999)

Category : MAUturin archive · No Comments · by Sep 6th, 2014

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Squadre di Borgata: La Rinascita Campidoglio

Category : MAUturin archive · No Comments · by Aug 28th, 2014

“Russello Antonio nell’anno 1970/71 esisteva anche una squadra di calcio che si chiamava “rinascita campidoglio”, allenata da quel gran torinese sig.Pessione titolare anche dell”omonimo pastificio di via balme”

In via balme 23, dove adesso si trova il Pastificio Rosso. 10615496_632507296864828_8088840140246826764_n

 

StoriaPalioBorgate

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Squadre di Borgata: Il Martinetto Basket

Category : MAUturin archive · No Comments · by Aug 28th, 2014

Il Martinetto Basket La Banda del Martinetto di Don Enrico Quarello all’oratorio di Via Andrea del Sarto 3 (Istituto Richelmy) nel 1954. l’Oratorio e l’Istituto salesiani «del Martinetto» diventerà “Richelmy” solo nel 1923 .

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“Mauro Locatelli l’oratorio era il Sant Agostino o Martinetto nome anche della polisportiva ho giocato li per anni basket pallavolo e calcio direttore allora era don Capri gran bei ricordi peccato che ora sia stato demolito don Quarello un grande musicista

Giorgio Aralla Don Quarello mio prof di musica!!! E il Martinetto basket fucina di grandi giocatori!”

http://www.megabasket.it/2014/08/serie-b/e-stefano-guidoni-il-nuovo-team-manager-del-cus-torino/26435896/

“Il CUS Torino Baskteball comunica che l’incarico di Team Manager della Prima squadra partecipante al campionato di serie B 2014-15 è stato affidato a Stefano Guidoni. Torinese, 43 anni il prossimo 27 ottobre, Guidoni ha alle spalle una lunga carriera da calciatore, iniziata all’Oratorio del Martinetto e sui campi del Barcanova, proseguita nel vivaio della Juventus e poi con tante stagioni in Serie B (283 presenze complessive e 70 reti) con le maglie di Perugia (con cui conta anche 2 presenze in Serie A), Cosenza, Reggiana, Hellas Verona, Salernitana, Palermo, Venezia e Cremonese.”

http://www.andreanicastro.it/storia_content_dx_allenatore_1994-2000.htm

Stagione 1994/95

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Tutto inizia quasi per scherzo. A 23 anni penso essenzialmente a studiare e a giocare, ma sto già pianificando l’anno di naia (allora era obbligatoria) e volendo fare il servizio civile presso i salesiani, quando lo “Zio” Ballin mi chiede di iniziare a dare una mano come aiutante allenatore, non ci penso due volte. Pipu, al secondo Umberto Scali, è mio compagno in prima squadra, e gestisce tutto da solo il minibasket “C”, quello dei più piccini. Il mio esordio come assistente allenatore è così brillante, che tutti i bambini di quel gruppo, nel giro di qualche anno, smettono di giocare…

Don Bosco Crocetta Torino Home Page...

  Stagione 1995/96

In questa stagione svolgo il mio servizio civile presso l’istituto salesiano “Agostino Richelmy”, meglio conosciuto come “Martinetto”. Oltre a seguire il doposcuola dei ragazzi della scuola media, gestisco il gruppo sportivo di basket del mercoledì, ma non posso dire di aver proprio allenato. Quel gruppo di ragazzini e ragazzine dagli 11 ai 14 anni avrebbe potuto scegliere di fare arpa celtica o briscola invece che basket, con risultati non inferiori: il vero obiettivo era far qualcosa al pomeriggio, in attesa che i genitori venissero a riprenderseli.

  Stagione 1996/97

clicca per ingrandire...

Dopo l’anno di servizio civile al “Martinetto”, durante il quale riesco termino gli esami universitari, torno ad alloggiare alla Crocetta per riprendere la tesi di laurea. Siccome l’idea di allenare inizia a piaciucchiarmi, provo a dare una mano ad Andrea Corrado, fresco di qualifica di “Allievo Allenatore”, e appena promosso capo allenatore del gruppo “Propaganda” dei nati nel 1985. Grande entusiasmo, grande passione, “zeru tituli”. Nel senso che, su 10 partite, ne perdiamo altrettante. Giusto per accendere il sacro fuoco. Siccome perseverare è diabolico, intendiamo insitere, certi di rifarci l’anno successivo.

http://biesseonline.sdb.org/1919/191912.htm

BOLLETTINO SALESIANO

PERIODICO MENSILE DEI COOPERATORI DI DON BOSCO

ANNO XLIII – N. 12   DICEMBRE 1919

Per l’educazione cristiana dei figli del popolo.

L’Oratorio Sant’Agostino al Martinetto-Torino. L’esistenza di questo Oratorio, come quella dell’Istituto al quale è annesso, è dovuta allo zelo ed alla munificenza di Sua Em. il Cardinale Agostino Richelmy, Arcivescovo di Torino. Sin da quando, semplice sacerdote, spiegava la sua molteplice attività sacerdotale anche a beneficio della gioventù, preoccupato dell’abbandono in cui si trovavano i giovanetti del Martinetto, il Teol. Richelmy, in unione con altri ottimi sacerdoti, promosse l’erezione di quest’Oratorio e, per meglio assicurarne lo sviluppo, ne volle affidata la direzione ai figli del Ven. Don Bosco. I Salesiani, dapprima, ne ebbero cura portandovisi ogni domenica dall’Oratorio di Valdocco, poi si stabilirono definitivamente nell’attiguo Istituto, e non è facile dire il bene che poterono compiere dal 1894 sino ad oggi, tra la gioventù del Martinetto, del Campidoglio e del Borgo S. Donato. Sarebbe bello il seguire, anno per anno, lo sviluppo dell’azione benefica che si svolge in questi centri di apostolato giovanile. Quali tesori di esperienza non verrebbero alla luce! Non potendo far ciò, diamo tuttavia un cenno del lavoro compiuto nell’Oratorio del Martinetto nell’anno catechistico 1918-1919, a conforto dei benefattori dell’opera, a stimolo a sempre maggior generosità nel favorirne lo sviluppo, e insieme a indirizzo e norma per quelli che ci seguono con scrupolosa diligenza in ogni nostra affermazione in questo campo. L’Oratorio S. Agostino al Martinetto-Torino, ha una duplice sfera d’azione: l’Oratorio propriamente detto, e il Circolo giovanile, intitolato, dalla località stessa, « Circolo Martinetto ». Come funziona l’Oratorio Sant’ Agostino. A) Orario dell’Oratorio. – L’Oratorio è tenuto aperto, nei giorni festivi, dalle 7 alle 12 e dalle 13 alle 19, e dalle 2o alle 22.30. B) Iscrizioni e Frequenza. – Le iscrizioni raggiunsero il numero di 460: la frequenza media fu di circa 25o e la massima, in certi mesi, di oltre 350. C) Associazioni e Compagnie. – L’Oratorio propriamente detto, composto di giovanetti dai 7 ai 15 anni, ha due Associazioni o Compagnie: la Compagnia «Savio Domenico» e il « Piccolo Clero ». D) Vita religiosa dell’Oratorio. – Nelle domeniche e feste: alle 8,30 si celebra una Messa per i giovani che desiderano accostarsi alla S. Comunione: alle 9,30 v’è una seconda Messa per gli altri giovinetti. È di grande importanza il non obbligare i giovinetti a restar digiuni fino a tarda ora per accostarsi alla Mensa Eucaristica. Nel pomeriggio, alle 3 ha luogo il Catechismo diviso per classi, come segue: 1a A e 1a B per i bambini della 1a elementare. – 2a A e 2a B per per quelli della seconda elementare – 3a A. 3a B, 3a C per la terza elementare – 4a A e 4a B, per la quarta elementare – 5a per la 5a elementare – 6a per la 6a elementare e per classi superiori. Al catechismo per classi tien dietro una breve, semplice, pratica spiegazione del Vangelo domenicale, in comune, ai giovani dell’Oratorio: mentre i Soci del Circolo, alcuni dei quali sono vicecatechisti, hanno, nel frattempo, un’istruzione religiosa adatta per loro. Seguono, in comune, la recita delle preghiere e la benedizione col SS. Sacramento. L’Oratorio si apre tutti i giorni dalle 17 alle 19: il Circolo dalle 2o alle 22,30. In quaresima si fa il catechismo quotidiano alle 18, in classe, con la recita delle orazioni e fervorino di pochi minuti. Anche ai giovanetti del Circolo, ogni sera, prima che tornino a casa, si volse un breve discorsetto, come si usa fare nelle Case Salesiane con gli alunni interni, dopo le preghiere della sera. E) Mezzi per promuovere la frequenza all’Oratorio sono le buone maniere di tutti gli addetti e le semplici risorse, già praticate da Don Bosco: – piccole lotterie nelle domeniche, dopo le funzioni religiose – colazioni nelle principali feste dell’anno – frequenti rappresentazioni nel teatrino – la passeggiata annuale, che quest’anno si compì a Collegno, conducendo i giovani in tram elettrico fino alla stazione di Regina Margherita, e, dopo il pranzo, a piedi, sino a Pianezza, allo storico Santuario di S. Pancrazio, dove ricevettero la Benedizione Eucaristica – la premiazione annuale, nella quale, quest’anno circa 7o furono i premiati con tagli di vestiario, maglie, libri, ecc. Il teatrino è dotato di un completo apparecchio per proiezioni fisse e animate, che incontrano il gradimento e l’entusiasmo dei giovanetti. E) Frutti. – I frutti delle fatiche spese dai Salesiani attorno ai giovinetti dell’Oratorio S. Agostino furono e sono consolanti. La frequenza ai SS. Sacramenti della Confessione e Comunione andò sempre più consolidandosi: le Comunioni, che sono sempre in bel numero ogni domenica, passano il centinaio nelle principali solennità e nell’esercizio mensile della buona morte. Le prime Comunioni furono 117; le Comunioni Pasquali 400. Questa funzione si suol compiere nella chiesa parrocchiale di S. Alfonso, nella cui giurisdizione è l’Oratorio, a buon indirizzo dei giovani e edificazione dei parrocchiani. Il 22 giugno, debitamente disposti, 62 giovanetti, ricevettero la S. Cresima per mano del veneratissimo Sig. Card. Agostino Richelmy, il quale, ogni anno, con affetto paterno si degna onorare di sua presenza la festa, che celebrano ad onore di S. Luigi, i giovinetti dell’Oratorio da lui fondato. I buoni frutti dell’educazione religiosa e della vigile assistenza che si presta a tutti i giovani che frequentano l’Oratorio, sono visibilissimi in quelli più assidui, e che sii accostano ogni festa ai SS. Sacramenti. È evidente, in questi, un progressivo miglioramento di condotta, e l’acquisto di buone abitudini che li allontanano dalla strada e li rendono sempre più affezionati allo studio, al lavoro, alle famiglie, e amanti della pratica dei doveri del buon Cristiano. « II Circolo Martinetto ». Il Circolo « Martinetto », per giovani che hànno compiuto i 15 anni, vive all’ombra dell’Oratorio S. Agostino, e spiega l’opera sua benefica sopra numerosa gioventù studiosa e operaia dei dintorni. Suo scopo. – Il Circolo ha per scopo: a) Informare praticamente e progressivamente i soci alla professione della Religione Cattolica. – b) Dar loro una sana cultura religiosa-sociale, tanto necessaria nei tempi presenti. – c) Procurare ad essi un onesto divertimento nelle sale del Circolo e nell’Oratorio. Fin dal sorgere, il Circolo «Martinetto » divenne fiorente di oltre 1oo soci, divisi in tre sezioni: Ginnastica, Filodrammatica e Foot-ball; ma allo scoppio della guerra, per assenza e deficienza di personale e per la chiamata di molti soci sotto le armi, decadde necessariamente. Oggi però, anzi sin dal principio dello scorso anno catechistico, superando non lievi difficoltà viene risorgendo e, quasi interamente rinnovato, dà affidamento che abbia a raggiungere in breve l’antica floridezza. Nello scorso mese di ottobre ebbero luogo le nuove elezioni del Consiglio direttivo e presentemente son 43 i soci attivi, divisi in tre sezioni: Drammatica, Foot-ball, e Fanfara, tutti ben animati, assidui alle funzioni religiose e ai SS. Sacramenti. La Drammatica rappresenta lavori ben scelti per divertire ed educare i giovanetti dell’Oratorio e, mercè rappresentazioni di beneficenza, assicurare un aiuto finanziario al Circolo stesso. Il Foot-ball ha per iscopo di fornire ai giovani una forte attrattiva all’Oratorio, oltre a promuoverne l’educazione fisica, e impedire che diano il nome ad altre società sportive, non conformi allo spirito, cui il Circolo tende essenzialmente. Per questo i membri di questa sezione non possono appartenere ad altre società. La Fanfara, iniziata nel maggio u. S., è un’altra attrattiva, assai grande, al Circolo , e all’Oratorio, di cui ha già cominciato a rallegrare le giornate solenni. Il Circolo « Martinetto » ha anche una piccola Biblioteca, che non conta più di 5oo volumi, ma esercita un santo apostolato. Anche nell’anno testè decorso, in complesso, la vita del Circolo fu rigogliosa e tale si manifeste) anche nell’opera della diffusione della Buona Stampa, propagando abbonamenti al e Momento » e rivendendone molte copie nei giorni festivi. Col ritorno di vari consoci militari e coll’aiuto di nuove energie, il Circolo si propone, nel nuovo anno, d’intensificare vieppiù l’opera sua di bene, sì da far rivivere le antiche iniziative e crearne delle nuove, per attirare all’Oratorio molti nuovi giovanetti e formare un forte argine al dilagare della propaganda sovversiva.

La “CARTIERA” di Via Fossano a Torino

Category : MAUturin archive · No Comments · by Aug 28th, 2014

http://www.grupposferacasa.com/la-cartiera-di-via-fossano-a-torino/

Molti anni fa, il territorio su cui sorge l’attuale «cartiera» era completamente disabitato e in buona parte occupato da acquitrini e paludi, formati dalla Dora, frammisti a boschi e boscaglie.

Torino allora era una piccola città di cinquemila abitanti, racchiusa dentro le mura romane, che la circondavano. Era compresa tra via della Consolata, via Giulio, i Giardini reali, Palazzo Madama, via Accademia delle Scienze, via Santa Teresa, via Cernaia: un quadrato di circa 800 metri di lato.

Gli abitanti della città vivevano di commercio e pedaggi, poiché la città era situata sulla importante «via Francigena», che collegava le città italiane e principalmente Roma alla Francia e al Nord-Europa, di artigianato, per soddisfare le esigenze della popolazione, ma soprattutto di agricoltura e allevamento del bestiame.

Uscendo dalle Porte Palatine o dalla Porta Segusina (all’incrocio di via della Consolata e di via Garibaldi, in direzione di Segusium, l’attuale Susa) e guardando verso il fiume Dora, si poteva notare che il fiume disegnava una piccola valle nel circostante terreno e gli abitanti della città cominciarono a chiamare questa valle Valdoc, che diventerà poi col tempo Valdocco.

Era da poco passato l’anno Mille.

A mano a mano che la città cresceva, la fame di terra portò a colonizzare il territorio intorno alla città, dove tra zone paludose e boschi cominciarono ad estendersi, campi, prati e qualche vigneto. E insieme alle coltivazioni cominciarono a comparire edifici, per lo più in legno, che servivano da ricovero per gli animali e per gli attrezzi e, qualche volta da abitazione per i contadini e i pastori.

Il fiume non era soltanto un pericolo, per le sue piene frequenti, ma anche una risorsa indispensabile. L’acqua poteva essere usata per abbeverare gli animali, per irrigare i campi e, col tempo, anche per far funzionare i mulini da macina, indispensabili per sfamare la popolazione.

Approfittando della conformazione del territorio, che formava un terrazzo lungo la Dora (basta pensare alle pendenze che vi sono ancora oggi fra via San Donato e corso Regina Margherita), venne costruito un canale: il canale della Pellerina (perché era sulla strada dei pellegrini), il cui imbocco ancora oggi è visibile nel parco della Pellerina, che andava dritto verso la porta occidentale della città, la Porta Segusina.

Il canale percorreva tutta la città attraverso quella che cominciò ed essere chiamata «contrada della Dora grossa» (l’attuale via Garibaldi, fino a Palazzo Madama, per poi uscire dalla città e dirigersi verso il Po. Da questo canale, quasi ad ogni isolato, si diramavano piccole «doire», ossia canaletti, che servivano per tenere pulita la città, per dissetare animali, per lavare panni, per portare via la neve durante l’inverno.

Nel Quattrocento, sulla «bealera della Pellerina», venne costruito un martinetto per macinare le spezie e per la lavorazione del rame, che utilizzava la forza idraulica, a cui, col passare degli anni, se ne aggiunsero altri, anche per la lavorazione di panni e del ferro. La  zona cominciò ad essere chiamata «Martinetum», da cui deriverà poi il «borgo del Martinetto», tra la parte terminale di via San Donato e Corso Regina Margherita.

Torino, intanto, diventava un secolo dopo capitale del Ducato di Savoia e a mano a mano che si sviluppava l’attività artigianale e cresceva la popolazione, la necessità di acqua per l’agricoltura e per i mulini aumentava e perciò vennero derivate dal canale della Pellerina numerose «bealere», approfittando della conformazione del terreno, che degradava rapidamente verso la Dora. Una di queste divenne il «canale del Martinetto», che dopo varie sistemazioni, trovò la sua collocazione definitiva nel Settecento, in quella che sarebbe diventata via Martinetto in suo onore.

Partiva da via San Donato, percorreva via Martinetto, proseguiva costeggiando la Dora fino in via Fagnano, da dove poi, approssimativamente lungo via Treviso, si dirigeva verso la «fucina delle canne», la fabbrica d’armi situata dove sorge adesso l’Envirenment Park (e dove c’erano le Ferriere), tra corso Gamba, corso Rosai e via Livorno, per incanalarsi poi nel «canale dei Molassi» lungo Strada del Fortino e andare a far girare le ruote della Polveriera e dei Mulini di Borgo Dora.

Il canale, però, allora scorreva in aperta campagna e non fra le case: solo nelle sue vicinanze sorgevano edifici della prima industria torinese (mulini per la macina del grano, per la lavorazione della seta, «affaiterie», le concerie dell’epoca, per la fabbricazione di panni e tessuti), e qualche casa per gli addetti ai lavori e per qualche salariato, in mezzo a cascine, che coltivavano il terreno circostante.

Tutte le prime attività industriali si servivano della forza motrice dell’acqua, in una città in piena espansione, che, dopo il terribile assedio del 1706, è diventata capitale del Regno di Sicilia e del Regno di Sardegna e si affaccia alla grande ribalta della politica europea.

E proprio sul canale del Martinetto nella seconda metà del Settecento, tra gli altri impianti protoindustriali, venne edificata anche una fabbrica di «majolica», che resterà attiva per un secolo circa. E’ attestata sin dal 1781 ed utilizza la forza motrice dell’acqua, per i «masinini per le vernici», le piccole macine che servono per frantumare la materia prima, usata per i colori, minerali, ghiande, bacche, foglie, radici e per la loro mescola.

L’edificio subisce numerosi rimaneggiamenti, nel corso del tempo, mentre intorno crescono le industrie e cominciano ad infittirsi anche le abitazioni, ma occorrerà aspettare la grande trasformazione di metà Ottocento, con l’abbattimento dei bastioni e della cittadella, perché l’espansione residenziale investisse l’antica Valdoc, e saldasse il «Borgo San Donato», al «Borgo del Martinetto».

Tuttavia, la presenza del «Canale del Martinetto» condizionerà ancora a lungo l’area, privilegiando gli immensi impianti industriali, come le Ferriere Fiat e la Michelin, la piccola e media industria e le «boite» degli artigiani. Così alla fabbrica di «majolica» subentra a metà Ottocento il laboratorio di Carlo Laurenti, che si trasforma ben presto nella «Fabbrica di lime e raspe», anch’essa destinata a durare circa un secolo, e che modellerà la struttura dell’edificio, così com’è ancora parzialmente visibile adesso, attraverso ampliamenti e sopraelevazioni, ma sempre mantenendone la struttura originaria.

Nel Novecento, il piano regolatore prevede che l’edificio venga almeno parzialmente demolito, per essere attraversato da via Arezzo, ma non se ne fa nulla e così rimane sul fianco della «cartiera» l’intestazione della via, che proprio lì finisce.

Ma non è tanto il Comune che insidia la fabbrica metalmeccanica, che esporta una quota rilevante della sua produzione, quanto l’economia, con il suo continuo progresso tecnologico: nel 1956 la gloriosa ditta Laurenti è costretta alla chiusura.

L’edificio cade in abbandono sino a quando, qualche anno dopo, diventa la sede di raccolta e deposito della Cartiera di San Cesario, che la renderà popolare in quartiere. Diventa persino il set ideale di una scena del film di Carlo Lizzani “Torina nera” interpretato da Bud Spencer del 1972. Dal 1976 vi si installa la Cartimbal, impresa specializzata nella carta per imballaggi, che la abbandona definitivamente all’inizio degli anni ’90.

La storia sta per concludersi: il Comune di Torino rileva l’edificio e decide di utilizzarlo per servizi di carattere sociale, in una zona densamente popolata e degradata e nel 2000 prende avvio il progetto di riqualificazione con il “Concorso INU WWF di partecipazione educativa”. Dapprima viene ristruttura l’ala sinistra dell’edificio, trasformata in una scuola per l’infanzia, contigua alla scuola elementare “De Filippo”, situata nell’ex stabilimento Paracchi, poi nell’ala destra viene costruito il centro giovanile polifuzionale, che, non a caso, è stato chiamato la “Cartiera”.

 

 

 

 

 

La Parrocchia di Sant’Anna, Via Giacomo Medici

Category : MAUturin archive · No Comments · by Aug 28th, 2014

http://www.parrocchia-santanna.it/index.php?option=com_content&view=article&id=42&Itemid=54

“La parrocchia Sant’Anna di borgo Campidoglio nei mesi finali del 2013 ha festeggiato i cinquant’anni della chiesa parrocchiale che si affaccia su via Medici. L’anniversario è stato celebrato in occasione della scorsa Festa della Comunità (11, 12 e 13 ottobre 2013) e nelle Messe del Natale 2013 in quanto la prima Messa nella nuova chiesa si celebrò proprio la notte di Natale del 1963. La parrocchia Sant’Anna nacque il 28 dicembre 1939 in seguito ad un considerevole aumento demografico, la fondazione fu poi ripresa dopo la guerra dal primo parroco don Giovanni Feyles. La cappella di via Brione, che ospitava la nuova comunità, diventò ben presto insufficiente ad accogliere i fedeli che, nonostante le numerose Messe, sovraffollavano il locale. Don Feyles cominciò dunque a sognare la costruzione di una grande chiesa su via Medici il cui progetto fu affidato all’architetto Piero Lacchia. Il terreno fu donato dal benefattore Osvaldo Bona, sufficiente anche per l’edificazione di un asilo (la Scuola materna parrocchiale «Casa dei bimbi», oggi ancora attiva) e una scuola. I lavori iniziarono nel 1959 e proseguirono esclusivamente grazie all’aiuto dei parrocchiani. Il 19 giugno 1960 il card. Fossati benedì la prima pietra. Nell’estate 1960 furono completate volta e copertura. «Fu un lungo lavorare – ricorda Sandra Lacchia, moglie dell’architetto, scomparso dieci anni fa che non completò l’opera ma che rese possibile la sua inaugurazione nella Messa di Mezzanotte del Natale 1963». Dopo la morte di don Feyles (aprile 1977) la chiesa fu conclusa dal suo successore don Gian Carlo Vacha, giunto nel giugno 1977 e rimasto alla guida della comunità fino alla morte nell’aprile 2012, per 35 anni di apprezzato servizio. «Alle attività pastorali e caritative, predominanti, si aggiunse – sottolinea Sandra Lacchia - per il nuovo parroco, l’impegno del costruttore». Ultimò il campanile e la vela di facciata applicando un rivestimento litoceramico che ne diede l’aspetto attuale. Oltre alla chiesa don Vacha all’inizio degli anni Ottanta terminò tutte le strutture di cui oggi è dotata la parrocchia: l’oratorio, la sede del gruppo scout «To 3», tre alloggi per famiglie bisognose, la Comunità di Accoglienza per anziani, la casa alpina a Melezet (Bardonecchia). «Il parroco desiderava molti cambiamenti di abbellimento in chiesa – ricorda la Sig.ra Lacchia – l’architetto cercò sempre di realizzare i suoi pensieri con infiniti disegni, quasi tutto rimase nei sogni di entrambi, perché don Gian Carlo ha sempre dato la precedenza alle necessità dei più poveri». La sua ultima opera fu nel 2009 la costruzione dell’impianto sportivo dei campetti da calcetto per l’oratorio. «Don Feyles e don Vacha – afferma l’attuale parroco don Davide Pavanello – con dedizione hanno costruito una Casa dove tutto esprime l’amore per il Signore unito all’amore fraterno per il prossimo: a ricordare ciò è presente il comandamento dell’amore inciso sulla volta della chiesa. Parallelamente all’impegno nel costruire le strutture – osserva - che oggi coinvolge anche me, in oltre mezzo secolo si è costruita una comunità viva, accogliente che orienta la propria missione verso lo stile del servizio al prossimo. Oggi i fedeli di Sant’Anna con la celebrazione dell’anniversario della chiesa desiderano onorare le migliaia di persone che in questi 50 anni hanno santificato la chiesa con preghiere, sorrisi, lacrime, gioie e tutti coloro che hanno contribuito ad edificare la comunità». a cura di Stefano DI LULLO in occasione del 50° anniversario della costruzione della chiesa di Sant’Annachiesa s anna costruzione La chiesa e l’oratorio s anna s anna 036 Il teatro, Via Brione 40 Il Teatro Sant’Anna sorge nei locali dell’omonima chiesa, inaugurata nel 1939. santanna teatro s anna Via Brione: foto storiche c37a54a280284b51a9681d3660e8aea6-1 Via Brione 1-3. Effetti prodotti dai bombardamenti dell’incursione aerea del 18-19 novembre 1942. UPA 1553_9A05-37. © Archivio Storico della Città di Torino Corso Francia altezza via Villar Focchiardo - via Brione.Effetti prodotti dai bombardamenti dell'incursione aerea del 20-21 novembre 1942. Corso Francia altezza via Villar Focchiardo – via Brione. Effetti prodotti dai bombardamenti dell’incursione aerea del 20-21 novembre 1942.

 Edificio di civile abitazione in via Brione 24 Bombardamenti aerei. Censimento edifici danneggiati o distrutti. ASCT Fondo danni di guerra inv. 1301 cart. 26 fasc. 57. © Archivio Storico della Città di Torino L’edificio di civile abitazione in via Brione 24, di tre piani, costruito nell’anno 1917, viene completamente distrutto il 18 novembre 1942 da bombe dirompenti e incendiarie.

Via Giacomo Medici   Torino_-_via_Medici images Torino, scritta in via Giacomo Medici: NOI SOGNAMO L’ITALIA ROMANA

I “Santalfonsini”, stagione calcio 2002-2003

Category : MAUturin archive · No Comments · by Aug 28th, 2014

http://www.moviesport.net/santalfonsini/squadra.htm

“La squadra dei Santalfonsini nasce dal desiderio di poter offrire ai ragazzi del quartiere la possibilità di praticare un’attività sportiva, identificando quest’ultima come un momento aggregativo e socializzante.
Assume una notevole importanza, per la realizzazione di questo scopo, la partecipazione di due realtà molto importanti che operano a livello giovanile quali la PGS Auxilium Martinetto, storica società nel panorama delle attività salesiane, e l’Oratorio S. Alfonso.
I Santalfonsini rappresentano i giovani del borgo che si vogliono divertire, praticando sport nel rispetto di alcuni valori condivisi.
Santalfonsini sono le persone che hanno permesso questa iniziativa e coloro che la “colorano” con la loro presenza attiva e partecipante a tutte le gare dei ragazzi.”

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