MAU

Turin Museum of Urban Art



Museo di Arte Urbana di Torino (MAU): percorsi di visita alternativi

Category : MAUturin archive, News · No Comments · by Jun 30th, 2015

 

AISM visita guidata 2011

foto archivioMAUTorino

http://blog.contemporarytorinopiemonte.it/?p=21726

Il Museo di Arte Urbana di Torino (MAU) si fa conoscere creando percorsi di visita alternativi, capaci di dare nuovi punti di vista con le Visite con Artista e dello  Street Art Tour (http://blog.contemporarytorinopiemonte.it/?p=21082), e studiando insieme all’Associazione Volonwrite (http://www.volonwrite.org/), con l’appoggio del Vicepresidente Arch. Sanna, un tragitto  che venga incontro alle esigenze dei disabili motori.

Il tema delle barriere architettoniche è sempre presente nelle politiche della Città di Torino, soprattutto recentemente con l’accoglimento della mozione per l’istituzione del Piano per l’Eliminazione delle Barriere Architettoniche (Peba) (http://www.radicali.it/comunicati/20150505/torino-barriere-architettoniche-petizione-radicale-mancata-istituzione-piano-eli)

Di questo, e molto altro si parlerà negli incontri MAU del Festival di Architettura il 3 e il 4 luglio 2015.

http://blog.contemporarytorinopiemonte.it/?p=21707

MAU/Volonwrite

Il MAU raccontato dall’architetto Giovanni Sanna

https://www.youtube.com/watch?v=vphJ09rNLvg&feature=youtu.be

IL BORGO ADOTTA L’AISM (2012 MAU in collaborazione con Artwelve)

PERFORMANCE DI KASY 23

https://www.youtube.com/watch?v=S2sKlKOtlF8

 

Il MAU per il Festival Architettura in città (3-4 luglio 2015)

Category : events, News · No Comments · by Jun 22nd, 2015

logo arch in citta    architetture-2

Nell’ambito delle iniziative collaterali del Festival Architettura in Città 2015 il MAU Museo d’Arte Urbana di Torino organizza

venerdì 3 luglio:

Ore 15.30: partenza da sagrato Chiesa di San Alfonso corso Tassoni ang. via Cibrario visita guidata gratuita alle opere del MAU ed al Borgo Campidoglio con il Direttore Artistico Edoardo Di Mauro, in collaborazione con Abbonamento Musei Torino Piemonte

Ore 17.00: ingresso torretta grigia piazza Risorgimento lato via Rosta visita con guida al Rifugio Antiaereo in collaborazione con Museo Diffuso della Resistenza. Costo euro 4,00 prenotazioni numero verde 800 329 329

Ore 18.30: MAU/HulaHoop Gallery via Rocciamelone 7 c selezione foto del concorso del 2014 Leggi = Immagina una città, dedicato alle Borgate Campidoglio e Tesso. A cura di Togaci e Edoardo Di Mauro. Espongono Daniele Brandolini, Max Cascini, Daniele Dantonio, Dino Jasarevic, Raffaele Paone, Roberta Toscano, Paola Zorzi.
Sarà proiettato un video, realizzato dall’Associazione Volonwrite (www.volonwrite.org) e prodotto dal MAU, dedicato alla fruibilità degli spazi urbani di Borgo Campidoglio da parte dei portatori di disabilità motoria, permanente o temporanea.

All’interno della serata performance musicale e rinfresco. Ingresso libero

In collaborazione con  Daniele Dantonio

Sponsor: Regione Piemonte, Compagnia di San Paolo, OIKOS Colore e materia per l’architettura, Tecnica srl.

Partner: Galleria Campidoglio, Officine Brand.

http://architetturaincitta.oato.it/programma/3-luglio/871-mau-borgo-campidoglio-e-il-rifugio-antiaereo-di-piazza-risorgimento

http://architetturaincitta.oato.it/programma/mostre-e-installazioni/882-leggi-immagina-una-citta

sabato 4 luglio:

presso il Birrificio Metzger Centro di Cultura Contemporanea, via Bogetto 4g ang. via Pinelli,  sabato 4 luglio alle ore 17.00 il seminario “Riqualificazione e sostenibilità urbana in Campidoglio , San Donato ed Area Paracchi”.
Il dibattito è organizzato insieme a Birrificio Metzger, Comitato per la Vivibilità dell’Area Paracchi, ed a architetti, gallerie, artisti, commercianti, artigiani, operatori dei territori.

Sponsor ; Regione Piemonte, Compagnia di San Paolo, OIKOS Colore e materia per l’architettura, Tecnica srl

http://architetturaincitta.oato.it/programma/4-luglio/912-riqualificazione-e-sostenibilita-urbana-in-campidoglio-san-donato-area-paracchi-e-borgata-tesso

Info: + 39 3356398351 info@museoarteurbana.it www.museoarteurbana.it

 http://blog.contemporarytorinopiemonte.it/?p=21707

The LAN Project Local ART Network (5 giugno 2015)

Category : events, MAUturin archive, News · No Comments · by May 30th, 2015

10406764_677857799010783_609433155813469716_n

Venerdì 5 giugno per la terza edizione di LAN Local Art Network Campidoglio -San Donato Alone Together , organizzata insieme al Birrificio Metzger via Bogetto 4 g dalle 13.00 alle 24.00 e oltre il MAU propone :

Ore 16.30 : ritrovo sagrato Chiesa di San Alfonso corso Tassoni ang. via Cibrario visita guidata gratuita al MAU ed al Borgo Campidoglio con il Direttore Artistico Edoardo Di Mauro ed alcuni artisti realizzatori delle opere, in collaborazione con Abbonamento Musei Torino Piemonte

Dalle 18.30 alle 23.00 : MAU/HulaHoop Gallery via Rocciamelone 7 c seconda inaugurazione personale Gerlanda Di Francia a cura di Togaci e Edoardo Di Mauro (https://www.facebook.com/events/367732746749253/)

Sempre in via Rocciamelone :

Comixando Art Area via Rocciamelone 12 personale di Gianni Moramarco e live painting (http://www.giannimoramarco.com/eventi/)

Matteo Ceccarelli scultura e design via Rocciamelone 7 Solo Show (https://www.facebook.com/matteo.ceccarelli.9210?fref=ts)

Studio di Architettura Alberto Garino via Rocciamelone 1 opere di Sarah Bowyer Alberto Garino Luj Vacchino

Studio di Architettura Marina Santangeli via Rocciamelone 1 b solo show

Il LAN raduna 30 spazi creativi, atelier, studi d’artista, gallerie, spazi teatrali, studi di architettura dei quartieri Campidoglio e San Donato

La quarta edizione si terrà sabato 10 ottobre

Info : 335 6398351

Patrocinio : Circoscrizione IV Regione Piemonte Compagnia di San Paolo

https://www.facebook.com/events/489642597870812/

  11227381_677858422344054_6780400003123433885_n    996108_677858459010717_8873971062190287213_n

SCARICA IL PROGRAMMA COMPLETO

Comunicato stampa LAN- programma

Anticipando di due giorni l’ormai famosa kermesse “Lov Vanchiglia Day”, (organizzata da Borgo Vanchiglia) il L.A.N (Local Art Network) di Borgo San Donato e Borgo Campidoglio propone un Open Day il 5 giugno 2015 dalle 13 alle 24 e oltre…
Arrivata ormai alla 3 edizione, il L.A.N. open day sarà caratterizzato dalla cultura, dall’arte e dall’architettura urbana. Cortili, gallerie, uffici, studi e atelier dei due borghi, saranno aperti per un giorno per ospitare mostre di arte, architettura, design, grafica, ma anche dibattuti culturali. Il tema centrale di questa terza edizione è “Alone Together” (soli ma vicini),ricordando la lontananza degli artisti prima della creazione del Network.
Gli operatori artistici e culturali, partecipanti al progetto, sono più di trenta. In tutti i luoghi facenti parte della manifestazione, saranno organizzati spettacoli, mostre feste estemporanee e aperitivi improvvisati. I poli principali in cui si svolgerà la manifestazione saranno il cccTo, centro di cultura contemporanea di Torino in via Bogetto 4/G in Borgo San Donato, e il MAU Museo Arte Urbana, Borgo Campidoglio via Rocciamelone 7/c. Al termine delle attività tutti i partecipanti e gli ospiti del L.A.N. sono invitati al grande pARTy (festa dell’arte), nei suggestivi locali del cccTo, che concluderà ufficialmente l’importante kermesse. Il progetto prevede di riunire tutti gli interessati all’arte e alla cultura ma anche al design, l’architettura e a tutto ciò che è legato alla creatività della zona per organizzare insieme eventi e attività. Trovare efficaci sinergie. Crescere insieme.
Quasi tutti gli eventi sono gratuiti.
Il prossimo appuntamento con L.A.N sarà L.A.N for AMACI in occasione della giornata del contemporaneo prevista per sabato 10 ottobre 2015.
Chi volesse ancora aderire alle iniziative del 5 giugno o partecipare in futuro può farlo contattando il cccTo al 3389077600 – direzione@ccc.to.it per la zona di San Donato e il MAU al 3356398351.
La manifestazione è patrocinata dalla città di Torino, circoscrizione 4

https://www.facebook.com/397256100404289/photos/pcb.928869093802157/677858422344054/?type=1&theater

http://blog.contemporarytorinopiemonte.it/?p=21674

La continua riqualificazione di Piazza Risorgimento 2012-2015

Category : Artists, events, MAUturin archive · No Comments · by May 20th, 2015

Piazza del Risorgimento / MAU – Torino
L’opera realizzata nel 2012 e vandalizzata a più riprese, nuovamente ripristinata a
maggio 2015 da XEL

www.xel-artist.it

https://www.facebook.com/XEL.artist?fref=ts

2012/2013

xel 122012a xel 122012b xel 122012b c xel 122012b d

2014

xel 10052014  xel 052014

2015

xel1

 

xel

la riqualificazione continua…

Nostos/Nόστος

Category : Artists, events, MAUturin archive, News · No Comments · by May 20th, 2015

Nostos/Nόστος

Personale di Gerlanda Di Francia
A cura di Togaci e Edoardo Di Mauro

video Mapping di Hirotsugu Aisu
Dynamic Live Painting di Madame Decadent

29 Maggio 2015 ore 19:30
Presso : HulaHoop Gallery sede del “Mau” Museo D’arte Urbana Torino
Via Rocciamelone,7cTorino
Orari dal martedì al sabato ore 15.00 alle19.00
Ingresso libero
www.facebook.com/HulaHoopGalleryTorino
www.museoarteurbana.it

nostos

“Nostos/Nόστος”, il Ritorno

Il 29 Maggio ore 19:30
Dopo la personale del 25 ottobre 2014, chiusa con successo presso la Be Cause (ArtSpace) di Lamezia Terme, approda all’HulaHoop Gallery sede del “Mau” Museo D’arte Urbana Torino.
Si inaugura la seconda personale di Gerlanda Di Francia nata a Vibo Valentia, ma di adozione romana, la personale dal titolo “Nostos/Nόστος”, il Ritorno.
Gerlanda di Francia omaggia la sua terra parlando di miti e favole dando una reinterpretazione del tutto personale.
Per donare nuove prospettive contemporanee e visive dell’opera di Gerlanda di Francia l’artista Giapponese Hirotsugu Aisu,
ha realizzato un video Mapping , su una scultura dell’artista stessa.
Ad aprire la serata Dynamic Live Painting di Madame Decadent

TESTO :
In un’epoca di ridefinizione dei generi la pittura mantiene la sua centralità riuscendo, nei casi migliori, a rinnovarsi da un punto di vista iconografico, quindi conservando quella caratteristica che le è propria, implicita al concetto di “technè”, di tirocinio artigianale visto in una dimensione di sublimazione religiosa dell’agire artistico, con modalità attente e riflessive, abbinando a questa antica vocazione la capacità di osservare con occhio partecipe e disincantato al tempo stesso l’esistente, decontestualizzandolo dalla sua effimera contingenza materiale per dargli forma nella dimensione del simbolo. Da quando l’arte si è calata in una nuova realtà sociale, che le ha mutato diversi connotati ponendola all’interno di un diverso e più complesso sistema relazionale, cioè dall’inizio dell’ 800, la pittura si è posta in due occasioni, ovviamente tra loro diverse, a salvaguardia dei suoi valori fondativi : all’esordio della rivoluzione industriale, con le correnti del Romanticismo che ne difendevano il livello auratico, e dopo il 1975, a seguito dell’ingresso nella società postindustriale e della crisi del Concettuale. Seguo con partecipazione le vicende della pittura sin dagli esordi del mio mestiere di critico ed organizzatore culturale, quindi dal 1984. Sintonicamente con un’attività che è nata come vocazione, a contatto con i giovani autori di quegli anni, ho registrato le mutazioni della pittura dopo l’ondata della Transavanguardia, in un clima di contaminazione multidisciplinare e di enfasi espressiva, fortemente venata da suggestioni provenienti dall’estetica metropolitana, dalla moda, dalla musica e, soprattutto, dal fumetto. Dopo la spinta dirompente di quella fase, influenzata dalla volontà di rompere con gli schemi ideologici del passato per dare libero sfogo al proprio impeto creativo, la pittura si è sempre manifestata nel panorama dell’arte, resistendo anche all’omologazione imposta dalla società globalizzata, ed assumendo un rigore improntato ad una crescente consapevolezza progettuale. Essendo, sin dall’antichità remota, lo strumento mimetico per eccellenza, la pittura riesce a metabolizzare, con procedimento metamorfico, tutto quanto proviene dall’esterno, e sta riuscendo nell’impresa anche relativamente a strumenti come la fotografia, l’immagine digitale e, più in generale, tutto l’inesauribile armamentario di simulacri della contemporaneità.. La contemporaneità appare nuovamente come narrazione iconografica prevalente, ma sfumata in un atteggiamento evocativo di suggestioni che furono un tempo intense e nel “qui ed ora” si ripropongono come sfocate dalla consapevolezza e dal disincanto. Gerlanda Di Francia è una autrice che, con uno stile personale e non confondibile, riassume esemplarmente gli umori della giovane generazione nei confronti della pittura, vissuta ed interpretata per narrare il contemporaneo non appiattendosi su questo, ma evocandolo con il ricorso al simbolo ed all’allegoria, coniugando la dimensione pre moderna con quella post moderna, e guardando a quel “surnaturalismo” tanto apprezzato da Baudelaire. Gerlanda di Francia constella le sue composizioni di immagini oniriche, che gettano luce sulla complessità del reale a partire dalla creatività dell’inconscio, di cui non teme di affrontare anche gli angoli bui e tenebrosi. Nell’uso delle tecniche è evidente la sua predilezione per una manualità consapevole, dal sapore antico. Come sosteneva John Ruskin a supporto dello stile dei Preraffaeliti, la minuziosità e la perdita di tempo, relativa all’estrema precisione compositiva, diviene perdita del tempo, ingresso in una dimensione spirituale ed atemporale. Lo stile della di Francia, corredato da citazioni che vanno dal Quattrocento, ad esempio Botticelli, fino al Seicento, soprattutto in merito al tema della “melanconia”, vede nella fiaba il suo riferimento prediletto. L’importanza della fiaba nella storia della cultura è stata evidenziata, nel corso del Novecento, da eminenti studiosi di linguistica, in particolare dall’antropologo russo Vladimir Propp. Nel suo scritto “Morfologia della fiaba”, Propp identifica 31 funzioni narrative ricorrenti, soffermandosi sui ruoli ricoperti dai personaggi e sull’intreccio .La fiaba è una forma letteraria antica e pre domoderna e ben le si addice, quindi, una funzione simbolica all’interno della stagione post moderna. La di Francia predilige l’impiego di elementi narrativi poco consolatori, le protagoniste delle sue narrazioni spesso fronteggiano con coraggio situazioni pericolose e sgradevoli, come l’assalto dei corvi, mostrando però spirito di abnegazione, chiara metafora del comportamento quotidiano. Il titolo di questa personale , allestita per la prima volta a Torino, presso la sede della HulaHoop Gallery, e successiva ad una realizzata a Lamezia Terme, nella terra d’origine dell’artista, i cui ricordi d’infanzia ne hanno fortemente permeato l’immaginario artistico, è “Nostos”, parola la cui etimologia proviene dal greco “ritorno”. Nella mitologia “nostos” era la narrazione delle peripezie degli eroi omerici, il cui ritorno a casa, pur desiderato, era fonte di indecisione e disorientamento, nonché di notevoli travagli. Questa appare una metafora efficace per riassumere la poetica di Gerlanda Di Francia. I ricordi di infanzia le sono stati prezioso ausilio per la carriera artistica in una grande città come Roma. Tuttavia per comprendere il presente, e gettare lo sguardo, anche in tempi interdetti, verso il futuro, la lezione, esistenziale e culturale, del passato, è fondamentale.

Edoardo Di Mauro, maggio 2015

Artisti:
Gerlanda di Francia vive e opera a Roma.
Nasce in Calabria a Vibo Valentia cresce con la passione per l’arte e la pittura, si diploma presso l’Istituto d’Arte della città, e in seguito si trasferisce a Roma per frequentare l’Accademia di Belle Arti.
È allieva del maestro Gino Marotta, e negli anni di Accademia apprende le più importanti tecniche di decorazione pittorica, quali l’affresco, il mosaico, il trompe l’oeil e la pittura a olio, che rimarrà il suo strumento favorito per il linguaggio della sua arte. Predilige le tecniche classiche, olio su tavola nella pittura e penna per i disegni.
Con la tecnica classica cerca di rendere plausibili e convincenti le sue visioni improbabili, oniriche o fantastiche che la accompagnano sin dall’infanzia.

https://www.facebook.com/gerlandadifrancia

Hirotsugu Aisu, nato a Yokohama in Giappone, vive ed opera a Napoli.
Il padre orafo artigiano gli trasmette la passione per la manualità artistica e la musica, il che lo porta a frequentare la E.S.P. Musical Academy di Tokyo con indirizzo artigiano/liutaio. Appassionato dell’arte e della cultura italiana, vi si trasferisce dopo aver terminato gli studi.
A Bologna collabora con Afroeira (Accademia do Ritmo) prendendo parte a varie performance multimediali. La passione per la musica si fonde all’esperienza dell’arte di liutaio all’interno del progetto Tree Weel, Street Performance, realizzando un prototipo di triciclo con una console Dj ad alimentazione dinamo, con materiali di riciclo. A Napoli, frequenta la scuola di Nuove tecnologie dell’Arte presso l’Accademia di Belle Arti di Napoli. Da questa esperienza di confronto il suo campo di indagine si contamina ulteriormente ampliandosi negli ambiti delle arti multimediali – come il caso dei suoi progetti di projection mapping, disciplina nella quale è un virtuoso – e dell’arte programmata, verso gli universi del generativo. Pur nei diversi ambiti di applicazione, la cifra stilistica di Aisu è sempre riconoscibile, così come la sua instancabile ricerca, tesa verso una sintesi tra la sublimazione iconica tipica della tradizione orientale ed il confronto costante con la tecnologia, intesa filologicamente, come un pensiero critico sugli orizzonti espressivi della tecnica.

Madame Decadent

Madame Decadent, nei primi anni della sua formazione nasce come pittrice . La sola dimensione della tela inizia a starli stretta ,inizia a sperimentare nuovi linguaggi ,il suo corpo diventa una espressione d’arte . Ad oggi alterna un percorso come performer e come pittrice unendo e separando a suo piacimento.

http://www.madamedecadent.com/

“Facciamo Tabula Rasa” Cancelliamo l’omofobia e la transfobia

Category : Artists, events, MAUturin archive · No Comments · by May 19th, 2015

Il Museo d’Arte Urbana (www.museoarteurbana.it), oltre a gestire, preservare ed implementare il patrimonio di 142 opere murali ed ambientali realizzate nel Borgo Campidoglio di Torino, che costituisce un esempio unico di didattica allargata sull’arte contemporanea, è da anni impegnato in ambito sociale per amplificare la sua vocazione di museo “aperto”.
Il 17 maggio 2015, in occasione della Giornata Internazionale contro l’omofobia e la transfobia, insieme all’Associazione HulaHoop Gallery Torino (www.facebook.com/HulaHoopGalleryTorino) con la curatrice Togaci, all’Associazione Tesso (www.associazionetesso.org) presieduta dall’architetto Simona Vlaic, ed al Coordinamento Torino Pride (www.torinopride.it), il MAU e il suo direttore Edoardo Di Mauro intendono dunque promuovere un flash mob artistico sull’argomento che coinvolgerà i territori di Borgo Campidoglio e Borgata Tesso.

“Fare arte” è invece un gesto di estrema intimità, rivolto e offerto a chi “ci guarda”; facendo arte si generano reazioni emotive sull’osservatore, che è portato a riflettere e diffondere un messaggio comune di cultura, progresso e crescita.

Video Making Madame Decadent.
Fonti video:
Fanpage.it “Omofobia- cosa pensano (veramente) le sentinelle. + Le “sentinelle” in piazza a Milano contro la legge sull’omofobia ( ma c’è chi protesta).
Film
Milk
Priscilla la regina del deserto
Boys don’t cry.
Documentari
Homophobia
Homophobia reality- A gay Short Film.

https://www.facebook.com/HulaHoopGalleryTorino/videos/vb.317849038409120/352424804951543/?type=2&theater

FLASH MOB: FACCIAMO TABULA RASA

Category : Artists, events, MAUturin archive, News · No Comments · by May 12th, 2015

facc loc

 

Flash mob:
FACCIAMO TABULA RASA
Cancelliamo l’omofobia e la transfobia

Il 17 maggio 2015, in occasione della Giornata Internazionale contro l’omofobia e la transfobia, insieme all’Associazione HulaHoop Gallery Torino (www.facebook.com/HulaHoopGalleryTorino) con la curatrice Togaci, all’Associazione TeSSo (www.associazionetesso.org) presieduta dall’architetto Simona Vlaic, ed al Coordinamento Torino Pride (www.torinopride.it), il MAU (www.museoarteurbana.it) e il suo direttore Edoardo Di Mauro promuovono un flash mob artistico sull’argomento che coinvolgerà i territori di Borgo Campidoglio e Borgata Tesso.

Numerosi artisti hanno aderito al bando e con le immagini pervenute è stato realizzato un video che sarà proiettato in simultanea sotto forma di flash mob artistico il 17 maggio in Borgo Campidoglio e in Borgata Tesso, oltre che durante un evento culturale poetico-musicale che si terrà a Savona a cura di Progetto CaleidoScoppio (www.facebook.com/CaleidoScoppio).

Si invitano dunque altre Associazioni, Enti e Organizzazioni che vogliano aderire al flash mob artistico proiettando il video in contemporanea (presso la loro sede o durante un loro evento), a segnalarlo al più presto inviando una mail a info@associazionetesso.org.

Info: info@museoarteurbana.it – 335.63.98.351

Artisti:

Francesca Maranetto Gay | Gianni Maria Tessari | Helen Nevola + Fabio Bosco | Monica Garone | Roberta Fanti | Leonardo Santoli | Calogero Marrali | Diego D. Testolin | Paola Rattazzi | Giovanna Previ | Cristina Ricatti | Manuela Balma | Cristina Meduri | Anna Olmo | Roberta Toscano | Alice Arduino | Margherita Bobini + Andrea Gritti | Sarah Bowyer | Alessandro Crapanzano | Giusy Chiumenti | Daniela Soccol | Madame Decadent | Togaci | Sabrina Pantano | Dario Pontremoli | Michela Ghio

https://www.facebook.com/associazionetesso/photos/gm.1634169713470749/969564853054864/?type=1&theater

http://blog.contemporarytorinopiemonte.it/?p=21537

Visite guidate @MAU maggio: Street Art Tour 24 maggio 2015

Category : events, MAUturin archive, News · No Comments · by May 10th, 2015

Il prossimo SAT – Street Art Tour Torino si terrà domenica 24 maggio e sarà in bicicletta: Bike Tour. Una pedalata urbana per conoscere tecniche e storie dietro alle opere che colorano la città, il giro includerà il MAU (Museo di Art Urbana www.museoarteurbana.it) Parco Dora e Borgata Tesso.

La partenza dello Street Art Tour  del 24 maggio 2015 sarà alle 16.30 da Piazza Statuto. Ritrovo intorno alle 16.10/16.15. Il tour durerà circa 2/2.30h. L’adesione sarà ad offerta libera.

Per chi desidera trascorrere un pomeriggio diverso dal solito e scoprire degli scorci di Torino mai visti può riservare un posticino scrivendo una mail a streetartourtorino@gmail.com specificando Nome, Cognome, Telefono.

Per informazioni è possibile chiamare il n. 3463162513.

Il MAU, Museo di Arte Urbana in Borgo Vecchio Campidoglio sostiene Street Art Tour.

All’arrivo in Borgo Campidoglio ci sarà una guida MAU che racconterà la storia del Borgo e delle opere.


Street Art Tour

Ti sei mai chiesto chi ha realizzato i grandi murales che colorano la città di Torino?


Seguendo la scia delle capitali europee anche a Torino nasce lo Street Art Tour: una passeggiata in città per conoscere il mondo della street-art e del muralismo contemporaneo.

Gli Street Art Tour sono oramai una esperienza diffusa nelle più grandi città del mondo, da Berlino a New York, da Parigi a Lisbona la voglia di saperne di più sugli street-artists è costantemente in crescita.

Street Art Tour è un’iniziativa spontanea e volontaria ideata dall’associazione Il Cerchio E Le Gocce, la quale, dal 2001, opera sul territorio a favore delle culture underground, della street-art e del graffiti-writing.

L’intento del progetto è di raccontare l’evoluzione delle opere di strada e la storia degli artisti che le hanno realizzate; si tratta quindi di un giro ludico, tenuto da esperti di arte di strada, rivolto sia agli amanti, sia ai neofiti del muralismo.

Lo Street Art Tour si effettua tradizionalmente a piedi ma per gli amanti delle due ruote si organizzano anche uscite in bici, i Bike Tour.

 

Visite guidate @ MAU maggio : la visione di Madame Decadent

Category : Artists, events, MAUturin archive, News · No Comments · by May 10th, 2015

Domenica 17 maggio nell’ambito della Festa di Primavera di Via Fabrizi “Shopping e Cultura”, il  MAU Museo di Arte Urbana in Borgo Vecchio Campidoglio (www.museoarteurbana.it)  propone la visita alle proprie opere all’aperto tramite la visione dell’artista contemporanea Madame Decadent (Katia Di Stefano). Questa visita è un momento per approcciarsi all’arte contemporanea in modo insolito, con una guida che vive di arte adesso e dà una prospettiva unica delle opere di altri artisti.

Madame Decadent Madame Decadent nei primi anni della sua formazione nasce come pittrice. La sola dimensione della tela però inizia a stargli stretta, così nasce una sperimentazione e una ricerca di nuovi linguaggi espressivi. In maniera del tutto naturale il suo corpo diventa strumento d’arte. Ad oggi alterna un percorso come performer e come pittrice unendo e separando i due campi a suo piacimento.

http://www.madamedecadent.com/

katia

 

Programma della Festa

VIA FABRIZI 17 MAGGIO

Domenica 17 maggio, all’interno della Festa di Primavera di via Fabrizi “Shopping e Cultura”, organizzata dal Centro Commerciale Artigianale Naturale Campidoglio

Ore 14.30 : ritrovo presso il sagrato della Chiesa di San Alfonso, corso Tassoni ang. via Cibrario, visita guidata gratuita alle opere del MAU ed al Borgo Campidoglio con l’artista Katia Di Stefano (Madame Decadent)

Ore 16.00 : ingresso da torretta grigia Piazza Risorgimento lato via Rosta visita con guida al Rifugio Antiaereo, in collaborazione con il Museo Diffuso della Resistenza. Costo Euro 4,00. Prenotazioni numero verde 800 329 329 www.museodiffusotorino.it

Alle ore 18.00, presso la sede MAU/HulaHoop Gallery, via Rocciamelone 7 c,  inaugurazione del Flash Mob Artistico “Facciamo Tabula Rasa. Cancelliamo l’omofobia e la transfobia”, a cura di Togaci e Edoardo Di Mauro, in collaborazione con Associazione TeSSo e Coordinamento Torino Pride. Ingresso libero e rinfresco.

https://www.facebook.com/HulaHoopGalleryTorino?fref=ts

La Torino Monarchica di “Sciaboletta” (1900-1946): le nozze coi fichi secchi

Category : MAUturin archive · No Comments · by Apr 16th, 2015
Veduta di piazza Vittorio Veneto a Torino, 1900 circa. Fotografia di Giacomo Bersani.

Veduta di piazza Vittorio Veneto a Torino, 1900 circa. Fotografia di Giacomo Bersani.

Veduta di piazza Vittorio Veneto gremita di legioni della G.I.L. e di folla. 1939

Veduta di piazza Vittorio Veneto gremita di legioni della G.I.L. e di folla. 1939

Vincenzo Modica

Vincenzo Modica “Petralia” porta la bandiera tricolore in piazza Vittorio Veneto durante la manifestazione del 6 maggio 1945. Archivio Istoreto. © Istoreto

La capitale del ducato dei Savoia si spostò da Chambéry a Torino nel 1563:  da allora la città continuò a crescere. La stirpe ducale agli inizi del XVIII secolo, a conclusione della guerra di successione spagnola, ottenne l’effettiva dignità regia, dapprima sul Regno di Sicilia (1713), dopo pochi anni (1720) scambiato con quello di Sardegna. Nel XIX secolo si pose a capo del movimento di unificazione nazionale italiano, che condusse alla proclamazione del Regno d’Italia il 17 marzo 1861. Da questa data, fino al cambiamento istituzionale nel giugno del 1946 con l’esilio, la storia della Casa si confonde con quella d’Italia. Inoltre, dal 1870 al 1873 il duca Amedeo di Savoia-Aosta fu Re di Spagna col nome di Amedeo I di Spagna. Durante il regime totalitario di Benito Mussolini, la dinastia ottenne formalmente con Vittorio Emanuele III le corone di Etiopia (1936) ed Albania (1939) in unione personale, mentre nel 1941, col Duca Aimone di Savoia-Aosta, anche la corona di Croazia. Questi ultimi titoli vennero tuttavia persi definitivamente nel 1945, a causa della sconfitta subita nella seconda guerra mondiale.

Re “Sciaboletta” (1900-1946)

Nato a Napoli, nella reggia di Capodimonte. Figlio di Umberto I. La sua conformazione fisica era particolare: con gambe sproporzionatamente corte rispetto al resto del corpo. Sua madre, la regina Margherita, aveva lo stesso difetto fisico (secondo le voci fuori dal coro cantato dagli ammirati Carducci e D’Annunzio, aveva il sedere attaccato ai talloni), sia pure meno accentuato: ma subito negli ambienti filo papali romani s’insinuò che fosse il castigo divino contro il re che autorizzò la presa di Roma; altri attribuirono il fatto ai troppo frequenti matrimoni tra cugini.   
La sua bassa statura gli valse anche un altro soprannome, molto poco regale: “sciaboletta”.
La sostituzione della principessina: anche la nascita di Vittorio Emanuele III, come quella del suo avo, non fu esente da dubbi maliziosi, qualcuno sosteneva che Margherita non potesse aver figli, altri che avesse partorito una femminuccia e che subito Umberto la fece sostituire con un bambino già pronto da tempo.
La Regina Margherita e il Piccolo Vittorio Emanuele

La Regina Margherita e il Piccolo Vittorio Emanuele

Vittorio Emanuele non era molto religioso, se è vero che il suo precettore dovette punirlo perché fece dei gestacci in direzione della processione del Corpus Domini che passava sotto il suo palazzo.  
Il conte Egidio Osio si occupò della sua formazione: un’educazione meccanica ed ossessionante. Vittorio Emanuele s’irrobustì nel fisico e si abituò alla semplicità ma accentuò il suo carattere arido, pignolo, riservato e diffidente.
Per ordine della madre, che apprezzava la buona musica apprese faticosamente il pianoforte anche se gli piaceva molto di più la tromba cui non credo poté dedicarsi. Il risultato fu un generalmente scarso interesse per la musica con qualche eccezione: apprezzava Liszt e le musiche marziali eseguite da bande militari.
Ebbe anche lui le sue avventure erotiche ma fu molto più prudente e riservato dei suoi avi: subito qualche maligno ne approfittò per parlare di omosessualità. 
Un paio di aneddoti: una sera ricevette un sonoro schiaffone da un’attrice che non gradiva le sue troppo spinte avances; sembra che la contessa Maria Doria D’Angri sia impazzita quando seppe di essere stata abbandonata per motivi dinastici. Quando a Napoli frequentava la Nunziatella, si era fatto un gran parlare delle avventure galanti del giovane principe, che tutte le sere andava a caccia di gonnelle, poi si era diffuso un altro pettegolezzo che pian piano aveva sovvertito il primo e cioè che Vittorio Emanuele fosse impotente.
Vittorio sposò nel 1896 Elena del Montenegro e fu matrimonio d’amore.
Gli fu presentata durante una festa in cui l’unico che non sapeva che era un pretesto per fargli conoscere la futura regina era lui. Appena la vide se ne innamorò e il loro amore durò per tutta la vita. si combina un incontro tra i due in occasione dell’Esposizione Internazionale d’Arte che si teneva a Venezia. Elena sarà accompagnata dalla sorella Anna, la riserva nel caso non fosse sbocciato l’amore con la prima. È il 1895, i due s’incontrano al teatro La Fenice in occasione di una serata di gala e scocca la fatal scintilla, malgrado le critiche della regina Margherita per l’appariscente abito rosa indossato da Elena, che in vista dell’incontro aveva fatto una puntatina a Parigi per rinnovare il guardaroba. Vittorio Emanuele è al settimo cielo, dichiara a tutti la sua felicità di sposare una donna “soltanto per amore, al di là dei disegni di corte”. I due fidanzati s’incontrano di nuovo in Russia, finché Vittorio Emanuela va a chiederla ufficialmente in sposa nel Montenegro e si ferma qualche settimana, ospite del futuro suocero in un palazzetto a lato della “reggia”. Fa vita semplice, andando al mattino a caccia con i notabili del paese o con Danilo, fratello di Elena, rientro per il pranzo e nel pomeriggio passeggiata a cavallo con la promessa sposa, parenti e notabili. Ad onor del vero, ci dicono le cronache, più che andare a caccia il re faceva lunghe passeggiate per i sentieri di montagna e raccoglieva fiori di campo che, raccolti in un fascetto, portava alla promessa sposa. Al momento della partenza per l’Italia, festa di fidanzamento e d’addio per i due giovani. Per la prima volta ballano insieme e, malgrado la disparità di statura (Elena sovrasta Vittorio Emanuele di quasi tutta la testa), il loro Danubio Blu fa esplodere alte grida di giubilo tra i rudi montenegrini presenti, re Nicola in testa che stringe anche la mano al futuro genero. Il finale della festa è una quadriglia, ci dicono le cronache, che i due giovani ballano con il presidente del Consiglio Bozo Petrovich e una signora in costume locale, quando ecco che s’imbrogliano i passi, il principe italiano non è un gran ballerino, e nasce una sorta di parapiglia. Sarà Elena, che ha ventitré anni, a dire che nelle quadriglie nelle quali non si sbaglia niente, ci si annoia. Salì al trono nel 1900 alla morte del padre e regnò 46 anni (solo le regine Vittoria ed Elisabetta II e l’imperatore Francesco Giuseppe e hanno superato questo record).
Vittorio era riservato, non amava le cerimonie e le feste, gli piaceva stare in famiglia, doveva essere anche piuttosto parco: si dice che i suoi pasti fossero a base di gallina bollita e patate. Nella buona società, chi pranzava con avidità o ingordigia, poteva sentirsi chiedere se aveva fatto colazione a corte. Potrebbe essere una delle cattiverie messe in giro dalla moglie cugino, Elena d’Aosta, che coniò il soprannome “Curtatone e Montanara” appioppato alla coppia reale (Vittorio con le gambe corte ed Elena del Montenegro) e che chiamava Elena “ma cousine la bergére” (pastora).
I continui sfottò dei cugini, che avevano un figlio maschio (che Elena d’Aosta chiamava “mon petit roi”), e i molti pettegolezzi e le malignità sulla sua altezza lo amareggiavano al punto da spingerlo a parlare di rinuncia al trono. Alla fine, invece, accettò la corona, anche se controvoglia.
 

A. Stanghellini - Vittorio Emanuele III

A. Stanghellini – Vittorio Emanuele III “Sciaboletta”

Curtatone e Montanara e le nozze coi fichi secchi
Quando dal Savoia sbarcano a Bari sono accompagnati dal padre di lei, dal fratello Mirko e dalla sorella Anna con marito, la folla li accoglie festanti, ma c’è un compito da assolvere: Elena è ortodossa, deve abiurare. La madre di Elena, osservante convinta, non li ha accompagnati per non assistere al peccato dell’abiura. La cerimonia avrà luogo nella cripta della Cattedrale di San Nicola. La futura regina è triste, non si sente molto bene, nell’abiurare guarda in faccia il fidanzato, che non le nega il suo sostegno morale tenendole stretta la mano e prendendola sotto braccio quando l’atto è compiuto. Il 24 ottobre 1896 si sposano, prima la cerimonia civile al Quirinale, poi il matrimonio religioso in Santa Maria degli Angeli. Elena indossa un velo di Burano intessuto di fili d’argento che disegnano migliaia di margherite regalo della suocera, su cui è appoggiato un diadema regalo del suocero. Sono nozze regali ma semplici, che fanno storcere il naso alla nobiltà e ai borghesi, qualcuno malignerà, confrontando questa cerimonia con la più recente del ramo cadetto Aosta, che si sono fatte “nozze coi fichi secchi”.
Per commemorare l’evento fu previsto un francobollo noto come “Nozze di Vittorio Emanuele III” che però non venne mai emesso e del quale esistono a tutt’oggi 100 esemplari in tutto.
Edoardo Scarfoglio, il famoso “Tartarin” (così spesso firmava i suoi fondi), pubblicò uno dei suoi più famosi articoli il 27 settembre del 1896 e lo intitolò, appunto, “Le nozze coi fichi secchi”. Il quotidiano napoletano faceva opinione, aveva tantissimi lettori e incideva sulla politica di quell’Italia e, così, il giornale con quell’articolo venne sequestrato. Il motivo? Scarfoglio ironizzava sulla debolezza della dinastia regnante, i Savoia che, per irrobustire la discendenza, aveva annunciato il matrimonio tra il piccolo futuro re “sciaboletta” Vittorio Emanuele III e la principessa Elena di Montenegro, da celebrare il 24 ottobre successivo. Ebbene, il piccolo Montenegro era famoso allora solo per le coltivazioni dei fichi che venivano seccati. Ecco “le nozze coi fichi secchi”. Sul futuro re, scriveva Scarfoglio: “Di forme e di statura già poco conformi all’ideale fisico che il popolo ha dei Re, le poche volte ch’è apparso in pubblico non ha conquistato certo l’immaginazione degli spettatori…non è il primo uomo destinato a regnare con un fisico poco imponente, ma finora non ha dato segno alcuno neanche di superiorità d’animo o d’intelletto…” E ancora,  infierendo: “In una sua conversazione con d’Annunzio, non gli parlò che delle manovre di cavalleria e degli esami del passaggio a caporale”. “La freddezza con cui è stato accolto l’annuncio di questo matrimonio aumenterà quando gli italiani vedranno la loro futura regina e constateranno coi loro occhi che essa non è la gigantessa rigeneratrice d’un sangue illanguidito, né la beltà fulminatrice che s’è detto”.
Scarfoglio, non contento, aggiunge che la bellezza di Elena è stata enfatizzata, è sì una donna piacente e fresca di gioventù, ma non all’altezza di quanto si era favoleggiato. Poco più che graziosa, dice, non certo un’Elena greca. Anche D’Annunzio, che pure aveva scritto madrigali infiammati per la regina Margherita, a lei dedica una pagina, dove la paragona alla “Vittoria che si dislaccia i sandali”. Elena, mostrando la pagina autografa al marito, fa notare perplessa che è un po’ difficile assomigliare a questa statua, visto che manca della testa!
Nozze ricche, ma non sfarzose. Bisogna tener presente che il papa dell’epoca era piuttosto ostile ai Savoia, secondo lui usurpatori, e aveva concesso una chiesa, non una basilica per il rito religioso. Non solo, era ancora recente la sconfitta di marzo di Adua, perciò non c’erano teste coronate straniere tra gli invitati. Semplicità, grande semplicità anche per il “viaggio di nozze”. Terminati i festeggiamenti, durati un paio di mesi, i due sposi si ritirano a Montecristo dove arrivano a bordo del panfilo Jela. Dai pettegolezzi dell’epoca, apprendiamo che il principe mangia il borsch alla russa e la “castradina” di pecora alla montenegrina preparati in prima persona dalla sua sposa. Roba da far inorridire la nobiltà e il solito giornalista. Non solo, gli sposi alloggiano in un vecchio padiglione in muratura riparato in gran parte dal principe (che si dilettava nel fai-da-te), aiutato dalla novella sposa i veste di garzone di muratore.
Il loro è amore e per quattro anni lo filano a modo loro, vivendo semplicemente e andando a pesca, anche se attorno nascono mormorii: non si annunciano figli. La regina Margherita è in pena, oltretutto non le piace più tanto questa nuora così semplice, “borghese” si potrebbe dire. Tanto lei aveva fatto per i fasti del casato, tanto Elena sembra dedicarsi unicamente al marito, assecondandolo in tutti gli interessi. Lui ama la fotografia? Lei ama la fotografia e fa preparare una camera scura nei loro appartamenti. Lui colleziona monete? Lei colleziona francobolli che raccoglie in splendidi album. Lui non ama la musica? Lei che suonava il violino smette di suonare, ma smette anche di comporre poesie non eccelse, ma di contenuto morale, per non urtare il marito. L’ultima è del 1904, pubblicata in latino nella rivista russa Nedelia con lo pseudonimo “La farfalla azzurra”, ripresa poi dalla rivista berlinese Das Aussere e firmata “Elena, Regina d’Italia”, tradotta infine in italiano e pubblicata dal Corriere della Sera il 17 luglio 1905. Elena apprendeva facilmente le lingue e i dialetti, fa da traduttrice al marito per il russo, il serbo e il greco moderno, tenendogli in ordine l’emeroteca dei giornali stranieri. E impara il dialetto piemontese, anche se in modo non perfetto, giusto quel tanto che basta per capirlo quando il marito si rivolge a lei in piemontese, come ebbe a dire ammirato il suocero Umberto I.
Vittorio Emanuele di Savoia ed Elena di Montenegro

Vittorio Emanuele di Savoia ed Elena di Montenegro

Elena di Savoia e Vittorio Emanuele III in un momento privato

Elena di Savoia e Vittorio Emanuele III in un momento privato

1901, Vittorio Emanuele III ed Elena di Savoia tornano a Racconigi per lunghi soggiorni estivi.

1901, Vittorio Emanuele III ed Elena di Savoia tornano a Racconigi per lunghi soggiorni estivi.

Vittorio Emanuele III e la regina Elena, all'arrivo a Porta Nuova nel 1911, per la visita all'Esposizione Internazionale

Vittorio Emanuele III e la regina Elena, all’arrivo a Porta Nuova nel 1911, per la visita all’Esposizione Internazionale

Una foto ufficiale del 1908, con i figli Jolanda, Giovanna, Mafalda, Umberto manca nella foto l'ultima figlia, Maria, nata nel 1914

Una foto ufficiale del 1908, con i figli Jolanda, Giovanna, Mafalda, Umberto manca nella foto l’ultima figlia, Maria, nata nel 1914

Vittorio Emanuele III e famiglia (1915).

Vittorio Emanuele III e famiglia (1915)

TORINO 1923, VITTORIO EMANUELE III E IL GENERALE DIAZ IN CARROZZA.

TORINO 1923, VITTORIO EMANUELE III E IL GENERALE DIAZ IN CARROZZA.

Sitografia

http://it.wikipedia.org/wiki/Casa_Savoia it.wikipedia.org/wiki/Vittorio_Emanuele_III_di_Savoia http://cronologia.leonardo.it/mondo28u.htm http://www.ilmattino.it/blog/gigi_di_fiore/le_nozze_coi_fichi_secchi_il_re_e_il_mattino_di_scarfoglio/0-46-1863.shtml http://www.arcobaleno.net/personaggi/personaggi-del-segno-del-capricorno/personaggi-della-storia-del-capricorno/elena-di-savoia http://mpgigi.altervista.org/isavoia/vittem3.htm http://www.iltempo.it/cultura-spettacoli/2014/02/13/memorie-private-di-vittorio-emanuele-1.1218690 http://www.raistoria.rai.it/articoli/re-vittorio-emanuele-iii-e-mussolini-i-due-cari-nemici/25167/default.aspx

essay writers australia help someone essay essay on mom my life coach essay writing service in australia english essays o level 800 score essay grading service custom essay on research paper parts top professional resume writing services genetically modified food essay writing a problem statement for a dissertation best paper writing service forum essay writing high school essay writing my first day college essay about help each other narrative essay prompts for college students buy letter writing paper online essay competition buy english essay essay on my daily routine in english essay questions about community service poverty research paper self assessment essays customs essay writing essay on my favourite toy train what not to write in a college essay algebra 1 help essay on my country nigeria good quality writing paper essay help someone who should i write my research paper on essays on service quality need a custum research paper written for me foreign service essay exam write my paper online do i put my essay title in quotes essay on my favourite game throw ball written essays college level essay buy acknowledgement for thesis